Il bonus verde è un incentivo statale che dà la possibilità di creare uno spazio naturale su terrazzi, tetti, pertinenze, dove rifugiarsi dalla frenesia della città, un luogo capace di mitigare anche quegli aspetti negativi dell’ambiente urbanizzato ed è, per il design biofilico, una vera opportunità.

Si tratta di una detrazione IRPEF del 36% delle spese documentate, sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti. Il bonus verde consiste in uno sconto sugli interventi straordinari, cioè le opere che si inseriscono in un intervento relativo all’intero giardino o area interessata, e che portino alla sistemazione a verde ex novo o al rinnovamento dell’esistente. (info agenzia delle entrate)

Quali sono i lavori per cui si può richiedere il bonus:

  1. sistemazione del verde che comprende:
    • fornitura di piante e arbusti e loro messa a dimora;
    • riqualificazione di prati (con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro);
    • recupero del verde di giardini di interesse storico ed artistico;
    • realizzazione di coperture a verde;
    • realizzazione di giardini pensili;

inoltre sono detraibili:

  1. installazione o rifacimento di impianti di irrigazione;
  2. realizzazione pozzi;
  3. posa in opera di recinzioni;
  4. spese di progettazione e manutenzione se connesse all’esecuzione degli interventi elencati.

Sono esclusi dal bonus:

  1. la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini sopra indicati;
  2. i lavori in economia effettuati direttamente dal proprietario del giardino o terrazzo.

Un orto in terrazza

Per alcuni di noi, l’isolamento a cui ci ha costretto il Covid-19 è stato un momento per provare a mettere le mani nella terra, dare sfogo a quel pollice verde nascosto in ciascuno. Sfruttando il maggior tempo a disposizione, gli appassionati si sono dedicati all’hobby preferito con più intensità; chi non ha mai provato a sperimentare la coltivazione? Anche i bambini riescono a scaricare la tensione e la noia divertendosi nel prendersi cura della natura.

Coltivando frutta e verdura sul proprio terrazzo o nel giardino condominiale, non si avranno grandi spese, ma i risultati saranno molto soddisfacenti.

Basti pensare che durante la prima guerra mondiale si svilupparono i Victory Garden, i cosiddetti orti di casa, per sopperire alla mancanza di cibo.

Per realizzare un Victory garden non esistono regole: per ottenerlo si possono piantare piccoli ortaggi in altrettanto piccoli vasi, l’importante sarà l’esposizione al sole e la scelta di cosa coltivare. Per avere della verdura biologica a km 0, e quindi a portata di mano, puoi creare un vero e proprio orto direttamente sulla struttura del tuo terrazzo previa verifica strutturale del solaio o optare per un orto verticale.

Questa soluzione non consiste solo nella disposizione verticale dei contenitori che conterranno le piante scelte secondo le caratteristiche della verdura, si potrà scegliere tra un pomodoro rampicante o uno tradizionale a seconda del tipo di impianto che si decide di posare.

Attenzione, se il terrazzo è troppo piccolo puoi coltivare delle piante aromatiche, ma non puoi rientrare nel bonus.

Giardino verticale

Il bonus verde incentiva anche le pareti esterne dell’edificio coltivate con vegetazione. Per realizzarlo si utilizza un sistema costituito da una o più reti d’acciaio ancorato alla facciata attraverso dei distanziatori fissati alla parete. Su questa viene inserito uno strato in cui si sviluppano le essenze e uno strato per l’approvvigionamento idrico nascosto alla vista: è una soluzione molto innovativa e di grande effetto. Questo tipo di progetto offre la possibilità di ottenere anche il bonus energia.

Oltre ai vantaggi visivi e biofilici, le green walls garantiscono la purificazione e l’umidificazione dell’aria naturale.

Un angolo di natura: birdgarden

Le scelte delle piante possono avvenire anche per ricreare un habitat per uccelli e piccoli animali autoctoni; con delle dovute accortezze, anche un balcone può ospitare essenze vegetali, utilizzando piante specifiche adatte alle condizioni climatiche del luogo in cui è ubicato il terrazzo, varietà di frutto di cui si ciberanno gli uccelli e nidi artificiali o casette di legno, scegliendo le tipologie più adatte al tipo di volatile presente nella zona per creare un rifugio a verdoni, cardellini, picchi, allocchi, gufi, rondini, balestrucci, rondoni, ecc.

Giardino pensile o tetto verde

Un giardino pensile o roof garden è una soluzione di design naturalistico molto interessante che permette di sfruttare aree di tetti o terrazze per realizzare un prezioso gioiello naturale. Esistono diverse tipologie di giardini pensili, a seconda dello spessore di terra e, quindi, della tipologia di verde che si decide di piantumare.

Si distinguono due tipologie di tetti verdi: “tetto verde intensivo” (giardino pensile) e “tetto verde estensivo”. Il tetto “verde intensivo” è caratterizzato da un peso variabile dai 500-750 kg/m2 e richiede uno spessore minimo del terreno di almeno 30 cm, il secondo, il “tetto verde estensivo”, ha un peso inferiore 50-250 kg/m2 e per realizzarlo sono sufficienti dai 5 ai 15 cm.

Per realizzare un roof garden senza particolari necessità d’acqua e molto resistente al sole, si possono scegliere le specie spontanee tipiche della macchia mediterranea, e – a seconda delle dimensioni dello spazio a disposizione – si può creare un solarium con una pavimentazione in legno o pietra, una zona d’ombra attraverso l’ausilio di un pergolato o una tensostruttura; le possibilità creative sono infinite.

Un rifugio per la privacy

È possibile, anche con terrazze strette, creare un ambiente naturale ed armonico, ad esempio, attraverso l’uso sapiente di griglie sulle quali far arrampicare delle piante che permettono di nascondere lo spazio da sguardi indiscreti, offrendo agli abitanti della casa un luogo ameno, un rifugio in cui rilassarsi.

Attraverso il garden design, anche in una piccola terrazza chiusa e limitata è possibile ampliare l’orizzonte utilizzando gli specchi che, sapientemente posizionati, amplificano la percezione dello spazio.

Il giardino condominiale Zen

Nei giardini condominiali, oppure dove non c’è molto spazio, o nelle zone costantemente in ombra o dove non c’è la possibilità di realizzare un vero e proprio giardino per la presenza di solai a vista, si potrebbe pensare di realizzare dei giardini zen.

Il Karesansui, anche definito giardino secco dagli occidentali, è caratterizzato dall’assenza di acqua e, a simulare la sinuosità delle onde, vi sono i sassolini di ghiaia e la sabbia bianca che vengono rastrellati secondo degli accurati disegni. Questo tipo di giardino viene completato da pietre, muschio e, volendo, delle piante.  Questa soluzione permetterebbe, in taluni casi, di creare un ambiente piacevole da guardare, rilassante, da contemplare, anche se non fosse possibile passeggiarci in mezzo.

Un’ idonea progettazione biofilica di questi spazi ridurrà lo stress, accrescerà la creatività, migliorerà il nostro benessere, oltre a ridurre l’inquinamento outdoor.  Le piante moderano le temperature complessive degli edifici esposti al sole nel periodo estivo e la quantità di calore dissipato durante l’inverno. Una quantità sufficiente di materiale vegetale aiuta anche a ridurre i livelli di rumore.